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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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A Pisa una unità per la neonatologia equina

LE CURE E LE ATTENZIONI MEDICHE, che offriamo ai nostri amici cavalli, si sono fatte negli ultimi anni sempre più sofisticate e permettono di risolvere situazioni che fino a pochi anni fa avrebbero avuto un esito infausto. Un bell'esempio dei progressi fatti è senz'altro offerto dalla neonatologia equina. Chi alleva cavalli sa quanto sia difficile affrontare i problemi dei puledri neonati e di quanto spesso, alla presenza di un problema dopo la nascita, faccia seguito la morte del puledro. La neonatologia equina è una branca della medicina veterinaria che si è sviluppata notevolmente negli ultimi 20 anni. I puledrini neonati sono organismi molto fragili e  il periodo immediatamente successivo al parto è fisiologicamente molto importante perché rispecchia l’adattamento alla vita extrauterina. Il puledro sano è in grado di mantenere la stazione quadrupedale, di seguire la madre e di alimentarsi in tempi molto brevi. Questo periodo di transizione si riflette in modificazioni di parametri fisiologici e comportamentali che il clinico deve essere in grado di riconoscere al fine di diagnosticare le anormalità.
Presso il Dipartimento di Clinica Veterinaria di Pisa (direttore Prof. F. Camillo) è presente una Unità di Neonatologia Equina in grado di affrontare con tempestività i problemi che possono insorgere subito dopo la nascita. I neonati sono ricoverati in box appositi, riscaldati e divisi da un transetto mobile per separarli dalla madre fino al momento in cui sono in grado di alimentarsi spontaneamente. Si perché anche durante le fasi della terapia intensiva alla madre è permesso vedere il puledro al di là del transetto separatore, e questo rappresenta un notevole aiuto alle cure stesse. I soggetti sono controllati 24 ore su 24 da personale medico del Dipartimento e sottoposti a regime di terapia intensiva quando necessario, in particolare se affetti da sindrome da asfissia perinatale o setticemia, che sono le due patologie più pericolose per la sopravvivenza del puledro.
Comunicante con il box di Neonatologia è presente una stanza di servizio, dove sono conservati farmaci e strumentazioni e che permette ai medici di turno, oltre che di bere qualche tazza di caffè bollente nelle fredde notti della stagione dei parti, di tenere sotto stretto controllo il puledro, si perché nel caso di un peggioramento della condizione clinica la rapidità di intervento è ciò che può fare la differenza fra la soluzione del caso e l'esito infausto. Vediamo in breve i principali problemi che possono insorgere alla nascita e come si fa per rendersi conto che il puledro ha qualcosa che non va.

SETTICEMIA NEONATALE DEL PULEDRO -  E’ tra le cause più frequenti di morte nei puledri. I fattori di rischio sono le infezioni batteriche e/o virali già presenti nella vita uterina e l’inadeguato trasferimento di anticorpi dalla madre al puledro tramite il colostro. puledri con questa patologia sono depressi,  presentano difficoltà respiratorie e hanno febbre, inoltre mostrano gravi difficoltà a prendere il latte. Nei casi gravi i puledri si presentano letargici o nascono già in coma.

SINDROME DA ASFISSIA PRENATALE DEL PULEDRO - L’asfissia è la diminuita disponibilità e trasporto dell’ossigeno ai tessuti dell'organismo. Le cause possono essere dovute a malattie della fattrice durante la gravidanza, infezioni della placenta, gravidanze gemellari. Anche le compressioni del cordone ombelicale possono provocare asfissia al puledro nella pancia della mamma. Un puledro che ha sofferto di asfissia intrauterina si presenta di piccole dimensioni, con cranio grande e scarso pannicolo adiposo;  la gestazione può essere più lunga. L’asfissia può verificarsi anche per problemi durante il parto: parto cesareo, rottura precoce del cordone ombelicale, parto gemellare. puledri asfittici si presentano letargici con riduzione della capacità di assumere latte, hanno difficoltà a mantenere la stazione quadrupedale e comunque sono molto deboli quando si muovono.

ASSUNZIONE DI COLOSTRO (LATTE PRODOTTO DALLA CAVALLA NELLE PRIME 24-48 ORE DOPO LA NASCITA DEL PULEDRO) – E' di vitale importanza perché è l’unica possibilità di passaggio di anticorpi dalla madre al puledro. Il mancato trasferimento di questi anticorpi (immunità passiva) con il colostro può essere legata sia a problemi della fattrice che del puledro. Alcune tra le cause materne sono una lattazione prematura o incapacità di produrre colostro di buona qualità. Il puledro può non essere in grado di assumere il colostro per incapacità a mantenere la stazione quadrupedale, per riduzione del riflesso di suzione a causa di altre malattie, per disfagia, per impossibilità di assorbimento di anticorpi a livello intestinale, perché è un puledro orfano o rifiutato dalla madre (atteggiamento frequente al primo parto). Il mancato trasferimento dell’immunità passiva è causa di infezioni localizzate o addirittura di setticemia.
Ed in tutti questi casi che possono presentarsi alla nascita di un nuovo puledro è fondamentale il tempestivo intervento del medico veterinario che possa fornire le cure adeguate ed eventualmente inviare il puledro con la madre ad un centro specializzato.

MICHELE CORAZZA E MICAELA SGORBINI